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Enzo Ferrari sosteneva che le auto da corsa diventano belle quando sono vincenti, ma chi ha detto che non sia possibile farle belle e vincenti? La Picchio, per contro, è convinta che il brutto, alla lunga, non piaccia a nessuno, e che comunque le leggi dell’aerodinamica, se ben interpretate, guidino naturalmente verso il bello. Ne è la riprova l’opera del mitico Ing. Giotto Bizzarini, l’eclettico progettista della Ferrari GTO del ’62 che, si badi bene, è una delle poche Ferrari non Pininfarina e che contestualmente è la più prestigiosa GT mai prodotta dalla casa di Maranello. Quando Giotto Bizzarrini, alla fine degli anni ’80 lavorava al prototipo capostipite della Picchio, si arrabbiava molto quando lo si definiva ‘stilista’: egli sosteneva che non disegnava per il bello, ma per ottenere la migliore funzionalità aerodinamica. Ma nonostante il convincimento del geniale progettista, le sue opere sono anche dei capolavori di stile: la predetta Ferrari GTO, la Bizzarrini 5300 da strada, l’unico esemplare Bizzarrini Duca d’Aosta e, infine, la prima Picchio stessa lo dimostrano inequivocabilmente. Da quando su strada e su pista regna il conformismo, l’appiattimento – se non addirittura lo scopiazzamento – e quando, cancellati gli sponsor dalle carrozzerie, anche gli addetti ai lavori fanno fatica a distinguere una macchina dall’altra, in Picchio si è maturata la ferma convinzione che, per evitare ciò, il team dei progettisti deve collaborare strettamente con i designers del centro stile. In questo contesto, ispirandosi alla capostipite disegnata da Giotto Bizzarrini e sviluppando il proprio family feeling, la factory ha deciso di costruire auto di elevata personalità, che siano subito riconoscibili ed identificabili inequivocabilmente come auto ‘Picchio’. Tra i progettisti c’è un continuo e costruttivo confronto: aerodinamici e stilisti lavorano fianco a fianco, e le problematiche degli uni non fanno altro che stimolare maggiormente la creatività degli altri. Inoltre, la possibilità di avvalersi di CAD 3D avanzati, collegati con software di simulazioni meccaniche aerodinamiche, tutti in grado di utilizzare tecniche di prototipazione rapida, non fa altro che ottimizzare il difficile ma costruttivo matrimonio tra creatività e rigore scientifico. I volumi proporzionati, i musi eleganti ma aggressivi, le code armoniche e filanti caratterizzano i prodotti del centro stile Picchio. In questa galleria è stato selezionato dagli archivi della Picchio il materiale più significativo dal punto di vista dello stile: qui sono raccolti ed esposti gli schizzi a mano, i disegni, i prospetti e le foto delle auto Picchio: dal prototipo Bizzarrini alla fine degli anni ’80 fino alla storia d’oggi, con in più una sezione riguardante la prototipazione rapida e i renderings 3D al computer.

Buona visione.

Picchio DP Alfa 2007
Il prototipo Bizzarrini (anni '80) Prototipo barchetta Picchio e disegni di stile (1991) Studio di stile su GT stradale (1993) Barchetta Cn (1998)
Variante barchetta SRII (1999) Daytona Protoype (2002) La tecnologia SPORT CN2: PROPOSTE DI DESIGN