D. Quanto costa una vettura Picchio?
R.      La Picchio progetta e costruisce auto artigianalmente: ogni singola macchina è curata nei minimi particolari. La factory realizza prodotti di altissima qualità secondo un ideale, che è quello di rispecchiare in ogni macchina Picchio la più alta espressione del ‘made in Italy’. Il confezionamento del prodotto comprende l’approvvigionamento delle materie prime presso i fornitori (situati in Italia e all’estero), ma soprattutto un impegno a 360° di progettazione, styling, simulazioni aerodinamiche, ricerca e sviluppo, produzione e finitura. Ogni auto viene curata maniacalmente nei minimi particolari e realizzata secondo le regole di un artigianato di elevato livello. I prezzi sono pubblicati nel sito alla voce ‘AUTO’/Listino prezzi: questi ultimi variano in base alla scelta di avere un rolling chassis oppure una auto pronto corsa e naturalmente anche in base agli optionals. Il prezzo è variabile perché la Picchio ha il suo punto di forza proprio nella natura dei prodotti, che sono personalizzabili secondo le esigenze dei clienti. Infatti, molte e diverse sono le scelte che si possono adottare su una macchina: una motorizzazione piuttosto che un’altra, diverse soluzioni di cui i piloti possono fare richiesta, accessori, optionals. Per questo, i prezzi fissati sono di massima, e possono variare in funzione alle preferenze.


D. La Picchio produce auto da strada?
R.      La Picchio produce automobili da corsa. Per il futuro, l’azienda ha anche in programma di sviluppare un modello da strada, che abbia tutte le caratteristiche atte a renderlo emozionante e piacevole alla guida, nonché sicuro. Per raggiungere questo obiettivo, la Picchio svilupperà un GT in serie più che ristretta, il cui progetto è derivato dalla DP2 da corsa. Dall’esperienza delle auto Picchio nelle competizioni, verrà prodotta un’auto da strada con due caratteristiche distintive ed imprescindibili: una è la capacità di dare ‘emozioni da pista’ a chi è alla guida; l’altra è la sicurezza, perché “le corse migliorano la razza”. Dall’esperienza in pista infatti, oltre che migliorare continuamente la competitività, si acquisisce un grosso bagaglio di esperienza in fatto di sicurezza. In breve, è in progetto un’auto ‘a tiratura molto limitata’, con prestazioni da Sport e in grado di dare uniche sensazioni racing.


D. Come è nata la Picchio?
R.      La Picchio nasce nell’anno 1989, quando alcuni giovani ascolani, appassionati di motori, maturano l’idea di realizzare un’azienda che produca vetture sportive costruite dall’ingegner Giotto Bizzarrini. Il rapporto con questo genio assoluto della storia dell’automobile è fin da subito sull’onda dell’entusiasmo. L’ingegnere progetta l’auto e poi realizza con le proprie mani il nuovo prototipo, che diventerà il primo laboratorio viaggiante. Poi arriva il momento della verifica, si prova nell’autodromo di Magione, nell’autunno del 1991. La Picchio gira senza problemi, guidata dallo stesso Giotto Bizzarrini, stavolta in veste di pilota e collaudatore. Si decide di avviare il programma industriale e nel 1996 si completa la costruzione della sede odierna della Picchio. Nel ’98 avviene il debutto in corsa del primo modello interamente progettato e costruito dalla Picchio.


D. Perché questo nome?
R.      I fondatori dell’azienda, al contrario della maggioranza delle case automobilistiche (sia da corsa che no), hanno voluto che essa non fosse legata ad una particolare famiglia o ‘dinastia’. La scelta del nome, infatti, dà all’azienda un senso di appartenenza più vasto e territoriale. Il picchio è l’animale emblematico della zona del Piceno (area in cui l’azienda sorge): la leggenda narra che un picchio, uccello anticamente sacro al dio Marte - dio della lotta e della guerra - guidò nelle Marche i primi insediamenti degli antichi Piceni nella loro migrazione in cerca di nuovi territori, posandosi sul loro vessillo durante il viaggio. La radice ‘pic-’ dà infatti origine al nome del picchio, al nome dei Piceni e anche al verbo ‘picchiare’ o ‘picchiar duro’. Oggi il picchio è l’animale simbolo della regione Marche, ed in più, connesso al dio Marte e per sua stessa natura, è anche una creatura aggressiva, bellicosa e sempre pronta allo scontro. Inoltre, è un animale costante nei suoi propositi, e più di tutto veloce, scattante e dal profilo ‘aerodinamico’, proprio come sono le auto dell’azienda. Questo incrociarsi e sovrapporsi di valenze fu l’ideale per creare un marchio che in una sola immagine potesse, così, suggerire molte idee.


D. Quali sono i prossimi progetti?
R.      La Picchio, avendo una gamma di prodotti da corsa molto estesa, non prevede nell’immediato futuro di realizzare nuovi modelli per aggredire nuovi mercati. Si dedicherà invece a sviluppare un progetto per la ‘stradalizzazione’ di alcune delle sue auto da corsa. Le possibilità in questa direzione sono due, o sviluppare una spider derivata dalla serie light 2000 di cilindrata oppure una GT esclusiva e prestigiosa derivata dalle Daytona Prototypes.


D. Come siete riusciti ad arrivare alle competizioni americane?
R.      Quando la Picchio ha avuto notizia che la Grand-Am stava progettando un regolamento per una nuova classe di auto, lo staff tecnico ha iniziato ad esaminarlo e si è subito messo al lavoro, perché la missione dell’azienda è proprio quella di costruire prototipi da corsa, ed il 'prototipo' è, per antonomasia, qualcosa di nuovo e mai visto prima. Inoltre, avere a che fare con le competizioni dei prototipi significa doversi aggiornare quasi quotidianamente sui regolamenti tecnici e le modifiche. Il fatto che questa categoria fosse del tutto nuova, e quindi aperta a tutti i costruttori, era una sfida veramente interessante dal punto di vista strategico e che, dal punto di vista tecnico, la Picchio sapeva di poter sostenere, anche nella tempistica. In questo modo, la factory è riuscita ad avere più successo in un mercato competitivo come quello americano, in cui era già presente: infatti l'azienda ha già un’auto della classe Sr2 che ha corso nel campionato Grand-Am nel 2002 e nel 2003. Dal 2003 abbiamo introdotto anche la Daytona Prototype sempre per le gare Grand-Am.


D. Che ruolo ha l’azienda sui campi di gara?
R.      La Picchio è essenzialmente un costruttore: questo vuol dire che il prodotto viene studiato, prodotto e testato in azienda, dopodiché l’auto è pronta per la vendita. I team sportivi, che corrono con le auto Picchio, recepiscono il prodotto finito con la facoltà di testare e modificare l’auto a loro discrezione. E’ forse superfluo dire che l’azienda costruttrice, da parte sua, fornisce un’auto al meglio delle condizioni, raggiunte dopo appropriati studi aerodinamici e di dinamica del veicolo e con l’esame dei dati acquisiti in progettazione. Durante le competizioni, la Picchio assiste direttamente sul campo i team che lo desiderano attraverso elementi dello staff tecnico, in modo da creare uno scambio di informazioni continuo. Questa fase è produttiva ed essenziale per il costruttore, perché dalle esperienze su pista si acquisiscono costantemente nuovi dati da utilizzare per il futuro e per migliorare la progettazione delle auto di quella specifica categoria. Negli ultimi anni (dal 2004) la Picchio ha iniziato a schierare anche piloti ufficiali, i quali sono parte di team ufficiali, cioè direttamente forniti, organizzati e gestiti dall’azienda stessa.


D. Chi è il distributore delle auto Picchio in America?
R.      Per il marketing e le operazioni di supporto, per il 2006 la factory sta lavorando all’acquisizione di accordi con degli importatori e alla costituzione di un ‘network’ di agenti/rivenditori con potere di vendita su uno o più stati sul territorio americano. Inoltre, stiamo sviluppando dei contatti con dei distributori per altre aree di marketing nel mondo, come l'estremo Oriente.


D. Quanto è stata buona la prestazione della Picchio DP nelle competizioni USA? (chiesto inizialmente da Mr. Steve Bridges) – risponde il GM Di Pietrantonio
R.      Pensiamo di aver fatto piuttosto bene nelle competizioni USA. Credo che la gente conosca già i nostri risultati ed il fatto che siamo arrivati solo quarti assoluti alla classifica finale costruttori 2003 non rende giustizia ad una macchina che in realtà è piuttosto veloce. Inoltre, la DP2 Picchio è l’unica ad aver gareggiato per ben 3 corse 24 Ore di Daytona, senza nemmeno avere avuto interventi di revisione al motore. Quindi ritengo senza dubbio che la performance sia stata buona. Crediamo che la nuova DP, pronta per la consegna in pochi giorni, sarà anche migliore, perché abbiamo apportato nuove modifiche basandoci sui dati che il team ci sta fornendo dalle piste. Vediamo che cosa verrà fuori da una serie di scelte che abbiamo fatto: per dire la verità stiamo anche pensando ad un altro motore, quindi staremo a vedere i risultati nel 2006.